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At 2:09pm on September 6, 2009, www.makemoneywith-google.com said…
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At 5:44pm on September 17, 2007, paolodegregorio said…
- lettera aperta a Beppe Grillo -
a cura di Paolo De Gregorio -17 settembre 2007

Caro Grillo,
gli attacchi al V-Day, bollato da destra e sinistra come “antipolitico”, ci rivelano come la Casta si senta minacciata dalla partecipazione dei cittadini che vogliono uscire da un sistema politico bloccato, dove sembra che nessuno abbia il potere di fare cambiamenti, dove i poteri forti dell’economia e dei media dettano legge, dove esiste una legge elettorale contraddittoria che tollera la presenza di delinquenti in Parlamento e mette i parlamentari in condizioni di insopportabile privilegio e immensa visibilità.
La cosa che più fa apparire superati e fuori del tempo i politicanti di oggi, e che richiede un radicale ricambio, è che nessuno di questi fanciulloni incoscienti parla di uno sviluppo sostenibile dal nostro ambiente. Fra di loro ci sono quei buffoni che hanno sottoscritto solennemente il trattato di Kyoto, che impegnava l’Italia in questi anni a diminuire del 6% le emissioni di Co2 e invece le abbiamo aumentate del 12%. L’attuale ministro verde per l’ambiente non è riuscito nemmeno a vietare con un decreto l’uso e il commercio di lampadine a incandescenza da sostituire con quelle a basso consumo.
Vi sono emergenze eterne come quelle dei rifiuti, che vanno trattati in un solo modo, senza inceneritori o termovalirizzatori o discariche, che emettono Co2, ma attraverso la raccolta differenziata al 100%, tutta da organizzare, dove tutto viene riciclato e l’umido produce biogas.
Vi è l’emergenza dei rifiuti tossici che quei criminali di industriali affidano alla camorra che li seppellisce in terreni agricoli e che inquinano in eterno le falde acquifere.
Vi è da recuperare il sistema di distribuzione dell’acqua che perde per strada il 50% del liquido.
Vi è da impostare un piano energetico che non preveda nuove centrali di nessun tipo, tanto meno nucleari, che preveda un decentramento produttivo di energia elettrica facendo di ogni lastrico solare una piccola centrale fotovoltaica allacciata alla rete nazionale.
Per le grandi energie bisogna investire nel “solare termico” (a specchi), come la Spagna che sta già costruendo 20 centrali di questo tipo.
Bisogna legiferare nel senso che nessuna nuova licenza edilizia va rilasciata senza l’obbligo in progetto dell’autosufficienza energetica con fotovoltaico inserito nella facciata delle nuove case, e l’obbligo di prevedere una grande cisterna sotto il fabbricato per la raccolta delle acque piovane, collegata al lastrico solare, per l’autosufficienza idrica.
Vi è da impostare una svolta su tutto il cartaceo, a cominciare dai testi scolastici fino a quelli universitari, che devono essere sostituiti da Internet con un portatile per tutti. Anche i giornali, le riviste, i libri dovrebbero finire in Internet e il risparmio di materie prime e Co2 anche dai trasporti sarebbe enorme.
Il nostro futuro dipende da una rivoluzione industriale di cui già possediamo le tecnologie: internet e le energie rinnovabili, e la cosa non a avanti per l’ignavia della politica che non esercita il suo potere sul mondo economico.
Vi necessità immediata ed estrema che una generazione nuova di persone perbene si occupi di risolvere questi problemi, in costante consultazione con scienziati e tecnici le cui valutazioni devono essere alla base delle scelte.
Basta con politichese, ideologie, teatrini mediatici, unti dal Signore, c’è bisogno di cambiare tutto, nessuno dei 20 partiti e partitini oggi in Parlamento ha la mia fiducia.
Ma la battaglia più urgente, da vincere, è quella di sottrarre la RAI ai partiti.
La RAI è di proprietà dei cittadini, è stato costruita con le loro tasse e la mantengono con il canone, ma non fa servizio pubblico, è al servizio dei partiti politici. La proposta di riforma più seria è quella di rendere elettiva, ogni 5 anni e per non più di 2 mandati, la carica di presidente RAI (in concomitanza con le elezioni politiche, con apposita scheda separata), con il potere di nominare il Consiglio di amministrazione.
Il ricambio epocale di cui abbiamo bisogno sarebbe favorito da una RAI liberata dai partiti.
Paolo De Gregorio
At 9:36am on August 17, 2007, paolodegregorio said…
- la decrescita impossibile –
a cura di Paolo De Gregorio – 16 agosto 2007

Il frutto avvelenato del modello di sviluppo liberista infinito, cioè quello che non tiene conto della finitezza delle risorse e del collasso ambientale, è di tipo ideologico, in quanto diffonde convinzioni di massa di tipo irrazionale ed ottimistiche, che impediscono di percepire la gravità dei problemi.
La “crescita infinita” è un dogma di tipo religioso, totalmente irrazionale e falso, che però è difficile attribuire ad una struttura economica che usa metodi razionali e scientifici nel produrre le merci.
Il vero problema del nostro tempo è che siamo dominati da una struttura economica globale che “è” il vero potere, il cui fine, il “profitto”, è in rotta di collisione contro qualunque forma di umanesimo politico, di programmazione, di regole, di sostenibilità ecologica che gli scienziati ci dicono essere indispensabile per conservare la vita sulla terra.
La scienza, quella vera, ci indica una strada obbligata di risparmi di riconversioni, di decrescita demografica, di diminuzione degli sprechi e dei consumi, di utilizzo di energie rinnovabili. Usa spiegazioni convincenti, ci fornisce cifre, parla di pochissimo tempo per non cadere nell’abisso del non ritorno, ma nulla cambia, anzi le emissioni globali di Co2 aumentano vertiginosamente e cambiamenti climatici devastanti già si vedono.
La cultura irrazionale dello sviluppo e dei consumi infiniti, alimentata ogni giorno di ogni anno da un apparato mediatico monopolistico, ossessivo, ha lavato i cervelli di uomini, donne e bambini, ha prodotto il “pensiero unico” del CONSUMISMO e tutti sono certi che la felicità consista nel consumare sempre più.
Ma non basta, ti ricatta dicendoti che il posto di lavoro e il tuo futuro dipendono dal fatto che i consumi non devono fermarsi e che la logica irrazionale dello sviluppo infinito deve essere la tua logica e la tua religione.
Anche la politica, di destra e di sinistra, è subalterna a questa logica, accettano entrambe il potere ed il motore dello sviluppo capitalista, sindacati e padroni difendono entrambi lavoro e profitto che sono 2 facce della stessa medaglia, e sembrano non rendersi conto del processo distruttivo che si è innescato.
Comunque oggi in Italia non vi è una sola forza politica che metta in discussione la dittatura dell’economia. Gli attuali politicanti non possiedono né etica, né cultura scientifica, né prestigio per poter intervenire e guidare uno sviluppo diverso, ed è tremendamente urgente che affiori un movimento capace di portare razionalità e sostenibilità nei suoi programmi, e che si affermi una cultura alternativa, con altre priorità, altri poteri, nuove idee.
Se c’è una cosa che dimostra, oltre ogni dubbio, quanto sia stupida e irrazionale la logica seguita dal liberismo selvaggio, bisogna parlare della scelta dello stato più capitalista e aggressivo del mondo (gli USA) di destinare alla supremazia militare una cifra pazzesca all’anno (529 miliardi di dollari per il 2006, dato fornito dal SIPRI che è un Istituto internazionale di Stoccolma per la ricerca sulla pace), a cui si devono aggiungere le spese delle guerre (vi sono 150.000 contractor civili in Iraq che affiancano l’esercito Usa), dello spionaggio, del sostegno in dollari e armi ai paesi “amici”, dell’enorme peso sociale degli invalidi di guerra.
Tale politica, appoggiata incredibilmente dalla Chiesa Evangelica con farneticazioni del tipo che i marine sono “legionari di Dio”, e dalle menzogne estreme che parlano di missione dell’America di portare democrazia e libertà in tutto il mondo, ha l’unico scopo di mantenere le materie prime strategiche (petrolio in testa) sotto il controllo Usa e il ruolo guida del dollaro.
Ebbene, se fossimo nella sfera del razionale e capaci di fare due conti, al di là della retorica e del desiderio di supremazia, si dimostrerebbe che la massa di denaro usata dagli Usa per armamenti, guerre, spionaggio, ecc. ecc, se investita nel settore energetico, con introduzione su larga scala di energie rinnovabili, riconversione dei trasporti e limitazione degli sprechi, darebbe dei risultati come la completa autosufficienza energetica, e, anche se non si volesse fare ciò, questa enorme massa di denaro basterebbe e avanzerebbe per comprarsi il petrolio sul mercato.
Credo che l’emergere di questa banalissima considerazione, renderebbe ancora più grottesche le “guerre per la demokrazia” che costano tante vite che hanno creato la reazione “terroristica”, hanno reso buona parte del mondo insicuro e invivibile, hanno reso l’America e i suoi alleati le nazioni più odiate del mondo, stanno compattando un miliardo e 300 milioni di islamici contro l’Occidente.
Preti e capitalisti, alleati di ferro, vogliono mantenere lo “status quo”, uniti dalla irrazionalità e dal dogmatismo, rifiutano in toto la necessaria riconversione industriale guidata dalle conclusioni degli scienziati, rifiutano un programma di decrescita demografica, vogliono continuare le loro guerre alimentate dalle religioni e puntano allo “scontro tra civiltà”, assicurandoci un futuro di massacri e distruzioni dell’ambiente.
Non credo che si possano avere dubbi su questa prospettiva. Se non si mettono in cammino quelle persone che desiderano la Pace, il rispetto dell’ambiente, il disarmo, che usano la ragione e la compassione per gli altri, che rifiutano la prepotenza, che accettano le evidenze scientifiche, NULLA POTRA’ CAMBIARE.
Bisogna però avere la certezza che le passeggiate del pacifismo, le ambiguità dei cattolici, le illusioni della sinistra, sono armi spuntate e ridicole di fronte alla cifra dei problemi.
Pensiero e azione devono diventare intimamente coerenti, in ciascuno di noi la prospettiva della decrescita, della diminuzione dei consumi individuali, della sobrietà, del rifiuto di finanziare istituti di credito legati alle armi e di dare l’8 per mille alle religioni, fino a rifiutare di votare se non per persone e programmi nuovi, devono diventare regole di vita e i legami organizzativi, di affinità e di amicizia interpersonali devono essere le fondamenta di un movimento che deve essere visibile e militante tutti i giorni.
Ogni movimento politico o culturale nasce da una analisi. La nostra è che il liberismo ci ha portato guerre e distruzione dell’ambiente e che questo processo va fermato. Sul come c’è moltissimo da dire e da inventarsi, ma sulla necessità di fermare questa deriva incosciente e distruttiva dobbiamo comunicare e convincere, già da oggi.
Decrescere è impossibile se non si verificano due fenomeni: la compatibilità dello sviluppo va decisa dagli scienziati che, insieme a una nuova politica, devono indicare la sostenibilità del processo produttivo, dei trasporti, i metodi con cui devono essere costruite le case, lo smaltimento dei rifiuti, la riconversione agricola, ecc.
L’altro fenomeno, contemporaneo, deve essere quello di mettere a disposizione di questa riconversione il denaro che viene attualmente speso per gli eserciti (in Italia ogni anno vengono spesi 29,9 miliardi di dollari), affidando la Difesa ad una guardia nazionale con armi leggere solo difensive.
Passare dal consumismo distruttivo ad una sostenibilità scientifica e programmata non sarà una passeggiata.
Paolo De Gregorio
At 9:56am on August 11, 2007, paolodegregorio said…
-regali USA all’Europa: 430 miliardi di Euro bruciati dalla crisi dei mutui americani-
a cura di Paolo De Gregorio – 10 agosto 2007

Si parla di Alleanza Atlantica, della Nato, della intangibilità di questo patto, come se a noi europei convenisse farne parte, e veniamo descritti come gigante economico ma nano militare e politico di cui i nostri nemici (?) farebbero un boccone. Ed ecco che due fatti, l’integrazione economica con il sistema e finanziario USA, e la nuova “guerra fredda”,cinicamente voluta dagli Usa con la decisione unilaterale di installare un sistema antimissile in Polonia e Repubblica Ceca, ci dicono che questa alleanza non è poi un grande affare per i cittadini europei.
Gli americani hanno rifilato a parecchie banche europee titoli azionari molto pericolosi, legati ai mutui immobiliari americani, e le banche europee, in aperto comparaggio con quelle americane, hanno trovato i gonzi che se li sono accattati e, ora che il sistema è in sofferenza, scaricano sui risparmiatori europei la crisi.
Nella sostanza l’Europa ci ha già rimesso la bella cifretta di 430 miliardi di Euro e gli Usa hanno così scaricato una parte del fallimento di scelte fatte dal loro spregiudicato e feroce sistema finanziario e bancario.
Su un altro terreno, forse ancora più pericoloso, ci stiamo rimettendo restando ancora a rimorchio di una politica di contrapposizione alla Russia e al mondo arabo, che invece sarebbero i nostri naturali interlocutori per una integrazione economica e politica, che farebbe dell’Europa un importantissimo polo di un mondo giustamente multilaterale.
La guerra fredda di nuovo conio è una misura anglo-americana, principalmente diretta contro l’Europa, per impedire il costituirsi di una economia integrata, per impedirci di pagare il petrolio in Euro, per impedirci una politica di pace e di buon vicinato che darebbe nel medio termine risultati eccezionali.
Chi non vuole riconoscere questa evidente verità, e accetta le basi Usa e Nato sul territorio europeo, che sono qui solo per ricattarci e coinvolgerci nella loro politica aggressiva, deve sapere che l’Europa come entità politica non vedrà mai la luce e le decisioni che riguardano il nostro futuro saranno prese a Londra e a Washington.
Noi europei, non solo non abbiamo bisogno di falsi amici amerikani, non abbiamo vitale bisogno di nessuna merce proveniente dal loro paese, non abbiamo bisogno di protezione militare perché la via maestra è una politica di PACE, di rispetto e di interscambio economico, ma, deve essere chiaro una volta per tutte, che questa alleanza mortifica la prospettiva dell’autonomia europea, ci dà il ruolo di provincia dell’Impero Usa, e vi è una intima connessione tra la presenza militare Usa sul territorio europeo con la strategia di impedire all’Europa di diventare il più temibile competitore Usa.
Paolo De Gregorio
At 3:24pm on July 24, 2007, paolodegregorio said…
- pensioni: un maledetto imbroglio –
a cura di Paolo De Gregorio -23 luglio 2007


Quasi tutti i ragionamenti sentiti in questi giorni sul tema delle pensioni hanno un carattere ragionieristico e ci danno ad intendere che è possibile mettere insieme capra e cavoli, ossia l’aumento dell’età per andare in pensione e il futuro dei giovani.
Se invece si guarda il problema onestamente e si dissocia il bilancio dell’Inps dal futuro lavorativo dei giovani, il punto fermo che si può mettere è che l’aumento della età pensionabile lascia i vecchi a lavorare e i giovani a grattarsi.
Se la cosa ci ripugna e pensiamo che la gerontocrazia diffusa sia un male da correggere, ecco che un sistema pensionistico nuovo potrebbe essere profondamente riformatore. Non ingegneria finanziaria ma problema posto su basi etiche.
Il numero magico è 60. Chiunque svolga un lavoro dipendente deve lasciare, al compimento del sessantesimo anno, la sua attività, anche se magistrato o generale o giornalista, per legge e non per “libera scelta”. Può restare fuori solo il lavoro autonomo: artigiani, coltivatori diretti, commercianti, piccoli e grandi imprenditori, professionisti.
Il sistema non deve essere più contributivo, ma a carico della fiscalità generale che a sessanta anni mette a disposizione di tutti, dalla casalinga al disoccupato, al dipendente pubblico un ASSEGNO SOCIALE, personale non reversibile, di importo vicino a quello di una pensione media attuale (circa 750 euro mensili). Gli autonomi hanno diritto a tale assegno quando cessano l’attività.
Due coniugi o due conviventi, anche senza altri redditi potrebbero contare su una prospettiva di vita dignitosa
L’attuale quota di contribuzione delle aziende per le pensioni è di circa il 24% conteggiato sulla retribuzione lorda, rimarrebbe invariata, ma versata alla fiscalità generale.
La trattenuta ai fini pensionistici a carico del lavoratore è di circa il 9%, va eliminata e l’importo messo in busta paga per consentire la costituzione di una pensione integrativa.
Il nuovo sistema si applica ai nuovi iscritti. L’INPS rimane sia per gestire i diritti acquisiti che come ente erogatore dell’assegno sociale.
Il maggior vantaggio sarebbe quello di disinnescare il conflitto sociale tra generazioni, conflitto su cui oggi sta soffiando la destra per catturare il consenso dei giovani, imbrogliandoli, poiché, sia con la legge Maroni che con l’accordo governo-sindacati di Prodi, milioni di giovani restano a casa.
Questa riforma è possibile, a costo zero, anzi ridurrebbe passaggi burocratici e contenziosi, darebbe certezza di vita a tanti precari ed esclusi e, soprattutto, ci libererebbe dai “grandi vecchi” al potere.
Paolo De Gregorio
At 1:37pm on July 18, 2007, paolodegregorio said…
- libertà di “CASTA” –
a cura di Paolo De Gregorio - 18 luglio 2007

Sento parlare benissimo del sindaco di New York Bloomberg, ebreo miliardario in dollari, 65 anni, divorziato, passato sia per il partito democratico che per quello repubblicano, ora indipendente ed eletto grazie a 150 milioni di dollari sborsati di tasca propria per la campagna elettorale e oggi tentato di presentarsi alle elezioni presidenziali.
Negli USA, santuario della libertà, se vuoi entrare in politica hai solo due possibilità, o sei miliardario oppure ti metti al servizio delle lobby economiche, ebraiche, evangeliche, che ti accompagneranno a suon di dollari nella carriera politica chiedendoti solo di fare ciò che loro decidono.
Naturalmente, se come democratico, repubblicano o indipendente tocchi i metodi imperiali della politica estera o i poteri del Pentagono,una bella pallottola in fronte prima o poi ti arriva.
Definire “democratico” un potere di questa natura significa bestemmiare e la permanenza al potere di Bush,, malgrado abbia solo il 30% del consenso alla guerra in Irak e la maggioranza del Congresso contraria, dimostra che i “poteri forti” si fanno beffe della democrazia.
Anche in Italia, con alcune differenze, il potere del denaro è molto evidente, come dimostra il successo politico di Berlusconi, ma se andiamo a vedere la estrazione sociale della enorme maggioranza dei parlamentari,di destra di centro e di sinistra, essa risulta essere composta di avvocati, professionisti, giornalisti, intellettuali, qualche industriale, tutti passati attraverso la selezione dei partiti politici, subordinati ai gruppi dirigenti di questi, scelti soprattutto per mediocrità e obbedienza, tanto da lasciare immutata la classe politica da almeno 30 anni.
La CASTA gerontocratica, essendo destra e sinistra ormai appiattite sulla economia capitalista, è totalmente espressione del ceto sociale medio-alto, visto che, dopo pochi anni di Parlamento, anche i pochi di estrazione non ricca, diventano persone molto benestanti e con la prospettiva di una ricca pensione.
Il senatore Lamberto Dini (della Margherita) che tuona contro l’aumento delle pensioni minime e l’attenuazione dello “scalone” e minaccia di far cadere il governo, oltre allo stipendio di parlamentare (di circa ventimila Euro mensili), gode di una pensione della Banca d’Italia che nel 1999 era di 49 milioni mensili di vecchie lire. La signora Dini (al secolo Donatella Pasquali Zingone), non riuscendo a far quadrare il bilancio familiare con la misera pensione del marito, si dà da fare con iniziative economiche ed è accusata di bancarotta fraudolenta con richiesta di condanna a 4 anni di carcere nel processo che la riguarda.
Ciò che ci dovrebbe riguardare tutti è la considerazione semplicissima: è espressione di democrazia la realtà che milioni di operai, dipendenti stipendiati, contadini, pensionati, disoccupati, che sommano la stragrande maggioranza della popolazione, non abbiano rappresentanti diretti in Parlamento e in numero adeguato.
Sono sicurissimo che se tutti i rappresentanti del Parlamento fossero operai ci sarebbe una levata di scudi e si parlerebbe di regime.
E’ normale, invece, che si sia creata una CASTA, di professionisti a vita della politica, una cupola di privilegiati, che risponde solo alle esigenze della Confindustria, che ha a sua disposizione TV e giornali, barricata nel Palazzo, difesa da scorte imponenti e con la Polizia pronta a bastonare i dissidenti?
Se non viene rimossa questa “cupola” nessun cambiamento è possibile. Soprattutto, se la CASTA non viene sostituita, è impossibile anche solo cominciare a pensare alla difesa dell’ambiente, che richiede un ridimensionamento del liberismo e la definizione di regole ferree che portino l’economia verso la sostenibilità con l’ecosistema.
Se dipendesse da me la DEMOCRAZIA, e non la sua parodia come è oggi, totalmente in mano alla classe dominante, dovrebbe essere lo specchio del paese e tutte le categorie sociali dovrebbero essere rappresentate proporzionalmente alla loro consistenza numerica.
Questo è il proporzionale vero: se gli operai sono 5 milioni, i lavoratori dipendenti di ogni categoria 10 milioni, i disoccupati un milione, i pensionati 12 milioni, alcuni milioni le casalinghe, questa è la maggioranza assoluta del popolo italiano e deve avere rappresentanti in Parlamento in proporzione. Sarebbe molto più semplice che invece di avere interpretazioni del pensiero di operai, casalinghe o precari, i diretti interessati potessero parlare direttamente nelle assise parlamentari.
Oggi comandano industriali, giornalisti, intellettuali, commercianti, che si e no sono il 5% della popolazione e che hanno in mano il 100% dei mezzi di comunicazione.
Questa si chiama dittatura.
Anche in Cina, 800 milioni di contadini e i loro problemi non esistono, perché non pesano per il loro numero, ma contano solo gli interessi dei ricchi e degli speculatori.
Tutto il mondo è paese, in Cina non c’è il comunismo e qui non c’è la democrazia.
Paolo De Gregorio

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paolo
Cognome
de gregorio
Città di provenienza
roma
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sono un consumatore consapevole della situazione climatica che è urgente affrontare e non con piccoli interventi,
 
 

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